Bum bum! C’è Rino? E il miele?

È da poco passata la mezzanotte del 7 ottobre quando, a casa di Rino Sulpizio, apicoltore per passione e comandante della polizia municipale di Campoli Appennino (Fr),  piccolo comune all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, si sentono dei colpi alla porta e il cane abbaiare.

Il rumore torna a farsi sentire, ma stavolta è meno netto. Più continuo, come se qualcuno stesse rovistando in un cassettone. «Ma fuori non ci sono cassettoni – ha pensato l’uomo – e non c’è nulla dentro al quale mettere le mani».

Il signor Rino si reca allora alla porta, pensando ad un malintenzionato, o magari solo qualcuno che si è perso e ha bisogno di aiuto.

E invece aprendo si trova davanti, ricoperto di miele e con un’espressione pienamente soddisfatta, un enorme orso marsicano. Il simpatico “cucciolone” si era appena servito alle sue arnie.

Forse voleva chiedere il bis, forse voleva semplicemente ringraziare il padrone di casa per il generoso buffet. Nero come la notte, ma con la faccia buona. «Mi ha guardato –  racconta il Comandate – l’ho guardato.  Ma non c’era aggressività, nessuno dei due ha mostrato paura». L’orso non ci ha pensato due volte e, una volta «salutato» con un cenno del capo il padrone di casa, ha fatto qualche passo indietro rituffando le zampe nelle arnie e prelevando ancora quel nettare la cui bontà è indiscussa e dilenguandosi subito dopo nella notte.

Il caso non è isolato: molti orsi sono scesi di recente da quel versante del Parco d’Abruzzo giù fino ai paesi vicini, sempre per cercar cibo e raramente causando problemi. «L’animale non aveva paura di me», racconta infatti Rino, «ma dopo aver realizzato cosa stava accadendo ho comunque avuto un po’ di timore. Se i miei figli si fossero svegliati, certamente si sarebbero spaventati».

[ Fonte | Iltempo ]

[ Foto | www.scanno.org ]

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