Niente IPad o gioiellini con pietre tricolori. Per i regali di Natale meglio un cesto di prodotti a km zero che arrivano dalle aziende ferite da cantieri, strade e grandi e opere.
E’ la scelta di solidarietà adottata dall’assessore all’agricoltura della Provincia di Milano Luca Agnelli in collaborazione con la Coldiretti di Milano e Lodi.
“Sviluppo urbanistico e infrastrutture sono necessari, per garantire abitazioni, posti di lavoro e una mobilità moderna ed efficiente. Tuttavia non si può non considerare che i sacrifici si chiedono sempre e solo agli agricoltori. Contiamo di fare opera di sensibilizzazione perché il consumo di suolo sia sempre più contenuto e razionale” afferma l’assessore.
A tutta la giunta provinciale di Milano arriveranno quindi cesti di Natale con formaggi di capra dell’azienda Mapelli Claudio di Cassano d’Adda (coinvolta nella costruzione della Brebemi), formaggi vaccini della Cascina Gargiola di Inveruno (toccata dalla Boffalora-Malpensa), il miele dell’azienda Mascheroni di Gorgonzola (che dovrà fare i conti con la Tem), la birra artigianale dell’azienda De Ponti Achille di Settala (che ha già pagato dazio con una bretella di collegamento fra due strade provinciali) e il riso dell’azienda Camisani di Gaggiano (toccata dall’alta velocità per Torino).
“Pensiamo che questa iniziativa dell’assessore Agnelli – commenta la Coldiretti di Milano e Lodi – sia un utile contributo di riflessione sul fatto che la nostra agricoltura custodisca un patrimonio non solo economico, ma anche ambientale e culturale che deve essere protetto e valorizzato, nell’ambito di uno sviluppo equilibrato della Lombardia”.
[fonte: www.viniesapori.net]


Dalla primavera all’autunno le api passano di fiore in fiore, gironzolano di corolla in corolla, lavorano senza sosta per raccogliere quel toccasana che è il miele. Un elisir di cui si conoscono le proprietà fin dall’antichità. L’uomo utilizza il miele da circa 12 mila anni. Ciò è provato da una pittura rupestre trovata nella “cueva de la Araña” (la grotta del ragno) vicino Valencia, in Spagna. È raffigurato un uomo appeso a delle liane con la mano infilata in un tronco d’albero alla ricerca del favo di miele. In Egitto, nelle tombe dei faraoni sono stati rinvenuti vasi di miele ermeticamente chiusi il cui contenuto era perfettamente conservato. La medicina ayurvedica, già tremila anni fa, lo considerava purificante, afrodisiaco, dissetante, antitossico, refrigerante, e cicatrizzante. Per i Greci poi era un vero “cibo degli dei” tanto che Pitagora ne raccomandava l’uso in cucina essendo alimento per una vita lunga. E, quello che gli antichi avevano osservato, oggi è confermato dalla moderna scienza dell’alimentazione…